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La cooperativa Parsec, considerata nella sua natura di impresa sociale, svolge un ruolo significativo nel sostenere l'inclusione sociale, rappresenta un tramite tra il territorio, i cittadini che lo abitano e le istituzioni, contribuendo a rendere la società più giusta, più forte e più coesa. È, quindi, un soggetto economico no profit che, perseguendo le proprie finalità, contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito.
Con i dati che seguono vogliamo dare conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell'impiego di risorse, in modo da rendere visibile ai cittadini e ai diversi interlocutori, come la cooperativa interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.
Vorremmo cioè rappresentare un quadro trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici conseguenti alle scelte fatte, evidenziando quantità e qualità delle relazioni esistenti tra la cooperativa ed i gruppi di riferimento, rappresentativi dell'intera collettività: mostrare quindi l'impatto socioeconomico e il benessere generato dal nostro lavoro.
Bilancio sociale
Car* soci*, Nel preparare l’introduzione al nostro Bilancio Sociale, interrogando il web alla ricerca delle guerre che vengono combattute (o semplicemente subite) nel mondo, ci siamo imbattuti nel sito bunker-swiss.com, dove si può leggere: “Noi di Bunker Swiss siamo in prima linea nella creazione, produzione e fornitura di bunker modulari in Europa. Offrendo soluzioni di sicurezza su misura, il nostro obiettivo è proteggere ciò che conta di più per te”. La ditta svizzera specifica che i rischi che si possono evitare con i loro bunker sono il nucleare, biologico, chimico, clima, elettromagnetico e sociale; il rischio sociale viene declinato così: rivolte, guerre civili, carestie, attacchi, specificando che “l’utilizzo di un kit bunker diventa una misura precauzionale essenziale contro i rischi di rivolta sociale.” Ciò che più conta per te. Ma cosa conta davvero? Torna alla mente il saggio Bowling Alone di Robert Putnam, nel quale il giocare da soli a bowling diviene la metafora di una società dove si riducono le relazioni, aumentano le solitudini e la paura del futuro, in particolare dal punto di vista inter e infragenerazionale. Ecco quindi che l’offerta del bunker sembra prefigurare un tipo umano solipsistico, individualista, senza fiducia verso i vicini e nelle istituzioni, il cosiddetto "thin trust", un capitale esile in grado di fare fronte a un semplice obiettivo di sopravvivenza, individuale o al massimo familiare. Sempre che si abbia la speranza che i tuoi figli non ti accoltellino. Ma il candidato all’acquisto di un bunker ha torto? Ciò che accade nel mondo sembra dargli ragione: il 2025 conta oltre 100 conflitti armati, alcuni alle porte di casa, altri più in là, ma sempre con implicazioni globali. Si muore in Ucraina e a Gaza, si spara in Yemen, Siria, Etiopia, Somalia, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger e Sudan del Sud, sempre su uno sfondo di povertà, violazioni dei diritti umani e disuguaglianze storiche. “E allora io mi compro uno spazio sicuro”, sembra dire il bunkerista, ma non sembra porsi la domanda: “cosa troverò quando, prima o poi dovrò uscire? A meno di restarci tutta la vita e rendere il bunker la mia bara, come continuerò a proteggere ciò che conta di più per me? Il lavoro sociale è una fragile alternativa alla solidità del cemento, ma ha la capacità di riproporre a ciascun cittadino le domande: cosa conta di più per te? Da chi intendi proteggerlo? Cosa sei disponibile a fare per proteggerlo? Nel 2025 si è materializzata, per tante persone in tante piazze italiane ed europee, una potente risposta collettiva, indisciplinata come lo sono i giovani, intelligente e colta come lo sono i collettivi umani, che ha contribuito a denunciare e contrastare la fragilità, il disagio e la sfiducia nel futuro di cui siamo tutti pervasi. Nel 2025 abbiamo rivisto la Polis riprendersi il campo: e la nostra cooperativa ha partecipato con gioia a questa rinnovata presenza, convinti che il lavoro sociale è la risposta collettiva alla logica della sopravvivenza individuale, tanto illusoria quanto infelice. Fermeremo le guerre? Arresteremo il saccheggio della terra e la crisi climatica? Impediremo la continua violazione dei diritti umani e il proliferarsi delle disuguaglianze? Noi continueremo a provarci, a partire dai nostri servizi e progetti, sempre nell’interesse dei beneficiari e ostinatamente alla ricerca della felicità sociale possibile.
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