BILANCIO SOCIALE

"LA MORALITÀ NON È PROPRIAMENTE LA DOTTRINA DEL COME RENDERCI FELICI, MA DI COME DOVREMO DIVENTARE DEGNI DI POSSEDERE LA FELICITÀ."
(IMMANUEL KANT)

La cooperativa Parsec, considerata nella sua natura di impresa sociale, svolge un ruolo significativo nel sostenere l'inclusione sociale, rappresenta un tramite tra il territorio, i cittadini che lo abitano e le istituzioni, contribuendo a rendere la società più giusta, più forte e più coesa. È, quindi, un soggetto economico no profit che, perseguendo le proprie finalità, contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito.

Con i dati che seguono vogliamo dare conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell'impiego di risorse, in modo da rendere visibile ai cittadini e ai diversi interlocutori, come la cooperativa interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.

Vorremmo cioè rappresentare un quadro trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici conseguenti alle scelte fatte, evidenziando quantità e qualità delle relazioni esistenti tra la cooperativa ed i gruppi di riferimento, rappresentativi dell'intera collettività: mostrare quindi l'impatto socioeconomico e il benessere generato dal nostro lavoro.



Bilancio sociale



Car* soci*,
Nel preparare l’introduzione al nostro Bilancio Sociale, interrogando il web alla ricerca delle guerre che vengono combattute (o semplicemente subite) nel mondo, ci siamo imbattuti nel sito bunker-swiss.com, dove si può leggere: “Noi di Bunker Swiss siamo in prima linea nella creazione, produzione e fornitura di bunker modulari in Europa. Offrendo soluzioni di sicurezza su misura, il nostro obiettivo è proteggere ciò che conta di più per te”.
La ditta svizzera specifica che i rischi che si possono evitare con i loro bunker sono il nucleare, biologico, chimico, clima, elettromagnetico e sociale; il rischio sociale viene declinato così: rivolte, guerre civili, carestie, attacchi, specificando che “l’utilizzo di un kit bunker diventa una misura precauzionale essenziale contro i rischi di rivolta sociale.”
Ciò che più conta per te. Ma cosa conta davvero? Torna alla mente il saggio Bowling Alone di Robert Putnam, nel quale il giocare da soli a bowling diviene la metafora di una società dove si riducono le relazioni, aumentano le solitudini e la paura del futuro, in particolare dal punto di vista inter e infragenerazionale. Ecco quindi che l’offerta del bunker sembra prefigurare un tipo umano solipsistico, individualista, senza fiducia verso i vicini e nelle istituzioni, il cosiddetto "thin trust", un capitale esile in grado di fare fronte a un semplice obiettivo di sopravvivenza, individuale o al massimo familiare. Sempre che si abbia la speranza che i tuoi figli non ti accoltellino.
Ma il candidato all’acquisto di un bunker ha torto? Ciò che accade nel mondo sembra dargli ragione: il 2025 conta oltre 100 conflitti armati, alcuni alle porte di casa, altri più in là, ma sempre con implicazioni globali. Si muore in Ucraina e a Gaza, si spara in Yemen, Siria, Etiopia, Somalia, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Burkina Faso, Mali, Niger e Sudan del Sud, sempre su uno sfondo di povertà, violazioni dei diritti umani e disuguaglianze storiche.
“E allora io mi compro uno spazio sicuro”, sembra dire il bunkerista, ma non sembra porsi la domanda: “cosa troverò quando, prima o poi dovrò uscire? A meno di restarci tutta la vita e rendere il bunker la mia bara, come continuerò a proteggere ciò che conta di più per me?
Il lavoro sociale è una fragile alternativa alla solidità del cemento, ma ha la capacità di riproporre a ciascun cittadino le domande: cosa conta di più per te? Da chi intendi proteggerlo? Cosa sei disponibile a fare per proteggerlo? Nel 2025 si è materializzata, per tante persone in tante piazze italiane ed europee, una potente risposta collettiva, indisciplinata come lo sono i giovani, intelligente e colta come lo sono i collettivi umani, che ha contribuito a denunciare e contrastare la fragilità, il disagio e la sfiducia nel futuro di cui siamo tutti pervasi. Nel 2025 abbiamo rivisto la Polis riprendersi il campo: e la nostra cooperativa ha partecipato con gioia a questa rinnovata presenza, convinti che il lavoro sociale è la risposta collettiva alla logica della sopravvivenza individuale, tanto illusoria quanto infelice. Fermeremo le guerre? Arresteremo il saccheggio della terra e la crisi climatica? Impediremo la continua violazione dei diritti umani e il proliferarsi delle disuguaglianze? Noi continueremo a provarci, a partire dai nostri servizi e progetti, sempre nell’interesse dei beneficiari e ostinatamente alla ricerca della felicità sociale possibile.

 

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LE NOSTRE AREE D'INTERVENTO

  • Dipendenze
  • Prostituzione e tratta
  • Prevenzione e giovani

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