Kinbè e Waslala: servizio di accoglienza per donne vittime di tratta

Kinbè e Waslala: servizio di accoglienza per donne vittime di tratta

A partire dal 1999, la cooperativa ha sviluppato una serie di attività connesse al fenomeno della prostituzione coatta e della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, – quale punto nodale di una rete integrata di servizi che opera sul vasto territorio della città di Roma e del Lazio. Tra le attività che co-gestisce con il finanziamento del Comune di Roma, nell’ambito della rete Roxanne assume particolare rilevanza il servizio di accoglienza residenziale, che ha lo scopo di tutelare e proteggere la donna nella difficile scelta di fuoriuscita dalla prostituzione coatta e di sostenerla concretamente in tutta la fase del percorso di inclusione socio-lavorativo garantito dall’applicazione dell’art. 18.
Nel periodo di residenzialità, attraverso una vera e propria presa in carico, le donne saranno supportate attraverso un lavoro di sostegno che cercherà di valorizzare le risorse di ogni singola donna in una logica di empowerment  dove si porrà attenzione a incoraggiare competenze tecniche ma anche e soprattutto relazionali/sociali e di cura di se.
Tutto questo sarà finalizzato al raggiungimento degli obiettivi individuali che potranno prevedere oltre alle procedure legali per la regolarizzazione, percorsi di alfabetizzazione alla lingua italiana, qualificazione professionale, reinserimento socio-lavorativo, rimpatrio assistito.
APPROFONDISCI
NOME DEL PROGETTO

KINBÈ e WASLALA, accoglienza residenziale in favore di donne vittime della tratta  presso Casa di fuga denominata "Kinbé" e Progetto  di semi autonomia denominato "Waslala" 
DESTINATARI
Donne vittime della tratta a scopo di sfruttamento sessuale segnalate dalla rete comunale del Servizio Roxanne e inserite nei programmi di protezione art. 18  del D.lgs 286/98 
MODALITÀ DI FINANZIAMENTO
Ente finanziatore: Roma Capitale - Dipartimento Politiche Sociali
Riferimenti di Legge: art. 18 D.Lgs. 286/98
TERRITORIO DI INTERVENTO
Comune di Roma
BREVE STORIA
I servizi d’accoglienza denominati casa di fuga Kinbè e  semiautonomia Waslala per donne vittime di tratta sessuale operano in convenzione con l’Ufficio Roxanne del V Dipartimento del Comune di Roma dal 2000 e si inscrivono all’interno del sistema generale d’interventi sociali finalizzato al contrasto della tratta ed al percorso di aiuto nei confronti delle vittime. Il sistema d’intervento è stato promosso dall’Assessorato alle politiche per la salute con deliberazione del consiglio Comunale n.27 del 08/03/1999.
Fin dall’inizio il progetto Roxanne prevedeva più livelli d’intervento: una complessità necessaria per intervenire in maniera efficace nei confronti del fenomeno dello sfruttamento sessuale. Accanto alle strutture residenziali furono istituite: un’unità di strada volta alla prevenzione ed alla riduzione del danno, un’unità fissa “sportello per il sostegno e la consulenza”, una postazione locale del numero verde contro la tratta e  il progetto Pro-Hin finalizzato alla formazione ed all’orientamento al lavoro.
Fin da subito l’obiettivo principale dei servizi residenziali fu quello di garantire protezione e sicurezza alle donne che volontariamente decidevano di uscire dal circuito della prostituzione coatta. Per ovvi motivi di sicurezza gli indirizzi delle strutture sono riservati.
OBIETTIVI
Il fine di tali servizi è quello di offrire sostegno per il recupero delle funzioni di autonomia delle vittime, rispondendo alle immediate esigenze di protezione e aiuto così come prevedono i programmi d’assistenza di cui all’art. 18 D.Lgs. 25-07-1998, n°286 (cd.Testo Unico Immigrazione). L’obiettivo finale è quello di favorire la crescita e la consapevolezza delle donne e permettere loro di acquisire risorse e competenze, non solo “operativo-concrete”, ma anche socio-relazionali, necessarie ad una reale autogestione e ad un definitivo svincolo dall’organizzazione criminale. Tutto ciò è possibile attraverso un percorso che inizia con l’accoglienza e la protezione delle vittime di sfruttamento sessuale, passa attraverso la cura di sé e l’accompagnamento ai servizi (casa di fuga Kinbè) fino ad arrivare alla costruzione di percorsi d’integrazione ed autonomia ed all’inserimento lavorativo e sociale (semiautonomia Waslala)
METODOLOGIA DI INTERVENTO
Il progetto di residenzialità prevede due accoglienze distinte:
La casa di fuga Kinbè è un servizio residenziale che si fa carico delle proprie utenti in tutta la loro complessità. La casa, che dispone di 6 posti, si propone come un luogo fisico di silenzio e di riflessione, come uno spazio mentale di sospensione e di attesa, che offre la possibilità di recuperare la sensazione di “sicurezza” abitando in un luogo tranquillo dove ritrovare i normali ritmi della giornata senza paure e si presenta al tempo stesso, come un modello di vita alternativo al precedente. La casa è il luogo dove emergono e si esplicitano i bisogni e le domande delle donne accolte. La gestione interna della casa è organizzata secondo il principio della partecipazione da parte delle donne, in modo da porre le utenti in una posizione di confronto, come soggetti attivi dell’organizzazione e delle modalità di condivisione di uno spazio che è anche sociale ed affettivo. E’ prevista la presenza degli operatori per l’intero arco delle 24 ore, sia per motivi di sicurezza, che per offrire quel senso di tutela e protezione che deve caratterizzare una casa di fuga, e anche perché la composizione del gruppo delle utenti, essendo estremamente eterogenea e mutevole nel tempo, richiede la presenza di un riferimento saldo e costante.
La Casa di semi-autonomia Waslala si propone sempre come uno spazio di accoglienza residenziale protetta, ma al tempo stesso garantisce maggiori spazi di autonomia e sostegno al percorso di acquisizione ed inserimento in attività di formazione e qualificazione professionale, inserimento lavorativo, sostegno all’integrazione sociale e culturale. Il progetto prevede la presa in carico di 5 utenti di cui una residente esternamente alla casa.  Gli operatori garantiscono un intervento di tutoraggio individuale alle utenti.
STRUMENTI E ATTIVITÀ
Nel periodo di permanenza presso la casa, dopo la prima fase di ascolto attivo ed empatico, l’équipe valuta la congruità tra la domanda delle donne e l’offerta del servizio, elabora insieme alla persona il progetto individuale al fine di porsi obiettivi condivisibili, verificabili e suscettibili, quindi, di modifiche durante il percorso. Gli operatori offrono stimoli per ripensare il proprio percorso ed elaborare strategie per realizzarlo garantendo le seguenti attività:
Bisogni primari. La struttura fornisce tutto gli strumenti per soddisfare i bisogni di base, quali alloggio, vitto, vestiario, prodotti per l’igiene personale, etc.
Tutela della salute. L’equipe svolge anche attività di accompagnamento ai servizi sanitari per analisi di routine e esami specialistici a seconda delle necessità di ogni singola utente.
Regolarizzazione de soggiorno. Sulla base della specifica situazione della ragazza vengono intrapresi i possibili percorsi di regolarizzazione: pratiche per l’ottenimento del passaporto, quando la persona ne è sprovvista, o rinnovo dello stesso presso le Ambasciate e gli Uffici Consolari dei paesi di provenienza, contatti preliminari e accompagnamenti c/o gli Uffici delle Forze dell’Ordine per sporgere denuncia contro gli sfruttatori, disbrigo delle pratiche previste dall’iter di richiesta del Permesso di Soggiorno per protezione sociale.
Scolastico/formativo. Tutte le donne possono usufruire dei corsi di apprendimento della lingua italiana e delle attività di orientamento e pre-formazione previste dal progetto “Pro-Hins” ed altri reperiti da strutture ed enti presenti sul territorio. In base alle competenze di base della donna l’equipe individua e condivide con la stessa il percorso formativo (alfabetizzazione, conseguimento della terza media…) più adeguato alle sue esigenze.
Socio relazionale. Prendere in carico un’utente significa accettarla nella sua globalità, come individuo così com’è, come persona unica ed insostituibile di cui vale la pena occuparsi. Come già detto sopra, la valutazione iniziale e la messa appunto del programma devono essere continuamente verificate e se necessario ridefinite in itinere. Ciò che di fatto si valuta non è tanto o solo lo specifico cambiamento della donna e le sue capacità, ma l’insieme del sistema di relazioni che si è messo in moto durante il processo educativo.
RETE E TERRITORIO
Costruire rete, sia in termini di relazioni e collaborazioni tra servizi e operatrici ed operatori diversi, sia per quel che riguarda l’attivazione e la messa in sistema di risorse aggiuntive, è stata una scelta di fondo, una metodologia con cui si è tentato di impostare tutte le diverse fasi del progetto. Nella consapevolezza che un intervento così complesso e articolato, per avere successo doveva necessariamente basarsi sull’attivazione di più soggetti e risorse, disponibili al lavoro comune. Ciò non solo per aumentare la quantità e la qualità dei servizi rivolti al target di riferimento e costruire buone pratiche di intervento condivise, ma anche per favorire un processo di presa in carico del problema da parte delle altre istituzioni e strutture pubbliche e del privato sociale presenti sul territorio. Attualmente la rete di riferimento è costituita da:

  • Ufficio Roxanne, Comune di Roma, le cui Assistenti sociali partecipano all’elaborazione e all’esecuzione di ogni progetto individuale;
  • I servizi della ASL di zona, in merito alle prestazioni e agli accessi ai servizi (consultori e D.S.M. per diagnosi di casi psichiatrici e psicoterapie di supporto);
  • Questura di Roma. Gli uffici interessati sono la Squadra Mobile, per ciò che riguarda le denunce relative ai reati connessi allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, e l’Ufficio Immigrazione, deputato al rilascio dei permessi di soggiorno per protezione sociale;
  • Rappresentanze consolari e Ambasciate: è assai diffusa, da parte di organizzazioni criminali, la pratica di sottrarre i documenti di identità alle donne che vengono trafficate a fini di sfruttamento sessuale, indebolendo, in tal modo, la loro capacità di ribellione e di autodeterminazione. A fronte di tale quadro, appare indispensabile la collaborazione con le ambasciate dei Paesi di provenienza, che dovrebbero provvedere al rilascio dei nuovi documenti;
  • OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), che attua progetti di rientro volontario ed assistito per quante richiedono di uscire dalla condizione di sfruttamento e di rientrare nei Paesi di provenienza;
  • U.S.M.I. (Unione Superiore Maggiori d’Italia), congregazione di suore cattoliche che, avendo lavorato a lungo in Nigeria, conoscono le realtà e la cultura di provenienza di alcune donne;
  • GRUPPO AD HOC Prostituzione e tratta del C.N.C.A., rappresenta la realizzazione di una strategia di raccordo tra le diverse realtà territoriali;
  • Progetto “ProHIns”. Mira a concludere il percorso di fuoriuscita concentrandosi sul reinserimento socio lavorativo, quindi sulla conquista di autonomia, condizione fondamentale per la creazione di una reale via di uscita dello sfruttamento.

CONTATTI E PROCEDURE PER L’ACCESSO
Alla casa di fuga Kinbè accedono donne immigrate maggiorenni ed infra-maggiorenni vittime di tratta e sfruttamento sessuale che abbiano i requisiti necessari per accedere ai programmi di assistenza previsti dall’art 18 del Decreto Legislativo n286 del 25/07/98 segnalate dalle Forze dell’Ordine, dallo Sportello unico progetto Roxanne del XIV Dipartimento del Comune di Roma, Numero verde anti tratta, da strutture ospedaliere e associazioni di volontariato. La maggior parte degli invii vengono gestiti attraverso l’Ufficio comunale del Progetto Roxanne che autorizza formalmente tutti gli ingressi.
V Dipartimento Comune di Roma
Ufficio Roxanne
Viale Manzoni 16
O6/57105217 06/67105304
Fax 06/67105238
e-mail: s.roxanne@comune.roma.it
Sportello diurno Roxanne
Via Galilei,15
Tel 06/77072404
Apertura dal lunedì al venerdì dalle 12:00 alle 18:00
STRUTTURA ORGANIZZATIVA
L’equipe della comunità interviene secondo una modalità di lavoro condivisa ed integrata e si avvale delle competenze professionali di psicoterapeuti, psicologi educatori e operatori sociali.
Lo staff messo a disposizione per questo servizio è composto da sette operatori/trici, di cui una psicologa con fuzioni da responsabile, e una con funzioni di coordinatrice, un assistente sociale e 4 educatori/trici.
Inoltre il servizio si avvale della collaborazione di varie mediatrici culturali in base alla provenienza delle ospiti.
VALUTAZIONE
La valutazione viene fatta dal committente attraverso un sistema di monitoraggio qualitativo (schede mensili con obbiettivi raggiunti). Vengono inoltre effettuate verifiche periodiche attraverso colloqui individuali sia interni alla struttura (tra operatori ed utenti) che con la committenza (tra le assistenti sociali di riferimento, le utenti e gli operatori/trici della struttura).

LE NOSTRE AREE D'INTERVENTO

  • Dipendenze
  • Prostituzione e tratta
  • Prevenzione e giovani

Sistema di Gestione della Qualità UNI EN ISO 9001:2008

Sistema di Gestione della Qualità UNI EN ISO 9001:2015