IMPATTO SOCIALE

Il nostro impegno per costruire una felicità
sociale possibile

"LA MORALITÀ NON È PROPRIAMENTE LA DOTTRINA DEL COME RENDERCI FELICI, MA DI COME DOVREMO DIVENTARE DEGNI DI POSSEDERE LA FELICITÀ."
(IMMANUEL KANT)

La cooperativa Parsec, considerata nella sua natura di impresa sociale, svolge un ruolo significativo nel sostenere l'inclusione sociale, rappresenta un tramite tra il territorio, i cittadini che lo abitano e le istituzioni, contribuendo a rendere la società più giusta, più forte e più coesa. È, quindi, un soggetto economico no profit che, perseguendo le proprie finalità, contribuisce a migliorare la qualità della vita dei membri della società in cui è inserito.

Con i dati che seguono vogliamo dare conto delle scelte, delle attività, dei risultati e dell'impiego di risorse, in modo da rendere visibile ai cittadini e ai diversi interlocutori, come la cooperativa interpreta e realizza la sua missione istituzionale e il suo mandato.

Vorremmo cioè rappresentare un quadro trasparente della complessa interdipendenza tra i fattori economici e quelli socio-politici conseguenti alle scelte fatte, evidenziando quantità e qualità delle relazioni esistenti tra la cooperativa ed i gruppi di riferimento, rappresentativi dell'intera collettività: mostrare quindi l'impatto socioeconomico e il benessere generato dal nostro lavoro.



Risultati

Anche nel 2017 abbiamo continuato a perseguire i nostri obiettivi in diversi ambiti.

Abbiamo incontrato adolescenti e giovani nei loro contesti di aggregazione (circa 2800), e per strada, con interventi di prevenzione delle dipendenze (circa 3000), oppure nei rave parties per limitare i rischi connessi all’uso di droghe e alcool (diverse migliaia), ma anche bambini e giovani negli eventi di animazione interculturale in città. Abbiamo proposto interventi di informazione e sensibilizzazione sui rischi legati al consumo di sostanze psicotrope e sulle malattie e trasmissione sessuale per 735 studenti delle scuole medie e superiori. Per 31 studenti delle scuole superiori abbiamo seguito i loro percorsi di alternanza scuola-lavoro. Di 20 ragazzi ci siamo presi cura in casa famiglia perché, per diversi motivi, al momento non hanno adulti di riferimento che possano farlo adeguatamente.

Ci siamo occupati del sostegno psicologico di circa 21 famiglie in difficoltà e 43 adulti con problemi di abuso di alcool.
Nei centri diurni, alle persone dipendenti da sostanze (circa 250) abbiamo offerto un pasto caldo, una doccia, un luogo di ascolto, ma soprattutto la possibilità di iniziare percorsi di cura e affrancamento dalle sostanze. Alcune di queste persone sono state accolte in strutture residenziali specializzate (circa 30), ed in particolare, 45 persone hanno usufruito del Centro Specialistico Residenziale per il trattamento della dipendenza da cocaina.

Abbiamo inoltre accompagnato donne prostituite e vittime di tratta a scopo sessuale nel loro percorso di affrancamento dallo sfruttamento sessuale, incontrandole in strada (circa 220), inviandole allo sportello per un primo orientamento (circa 82), o proteggendole nelle case di fuga (19 donne) o, ancora, sostenendole nell’inserimento socio-lavorativo attraverso tirocini lavorativi e borse lavoro (20 donne).
Per l’emersione del fenomeno del grave sfruttamento lavorativo abbiamo svolto un paziente lavoro di sensibilizzazione territoriale per 110 operatori dei servizi, di prevenzione per 436 beneficiari dei centri di accoglienza SPRAR, di formazione per 67 operatori dei centri di accoglienza SPRAR. Queste attività ci hanno permesso di contattare 150 potenziali vittime e di accogliere in strutture residenziali protette, 5 vittime. Sono anche stati effettuati colloqui di identificazione precoce delle vittime di tratta a 32 presunte vittime, presenti tra i beneficiari dei centri di accoglienza SPRAR.

Per la prevenzione della diffusione dell'HIV, abbiamo contattato circa 4.000 persone tra i 17 ed i 65 anni in contesti specifici e ci siamo occupati della formazione di 40 operatori dei centri di accoglienza per migranti e richiedenti asilo e di 1200 giovani migranti inseriti in percorsi di inclusione.

Inoltre, attraverso il progetto “CI. Sei.TU. Short Film Contest” finanziato dalla SIAE, abbiamo proposto il racconto di tre periferie della città di Roma (Cinquina, Settebagni e Tufello) mediante l’ideazione e la produzione di cortometraggi, coinvolgendo 25 giovani fra i 16 e 35 anni.

La Cooperativa infine, anche quest’anno ha accolto 8 ragazzi e ragazze del Servizio Civile Nazionale che hanno prestato la loro attività all’interno della casa famiglia per minori.

Gli interventi sono stati realizzati attraverso forme di partenariato con gli enti pubblici che ne hanno garantito il finanziamento, consentendoci di raggiungere un valore di produzione di circa 1.400.000 euro. Con questo fatturato è stato possibile garantire lavoro a circa 50 persone tra soci e collaboratori (educatori, psicologi, psicoterapeuti, sociologi, mediatori culturali ed assistenti sociali).



Trasparenza

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LE NOSTRE AREE D'INTERVENTO

  • Dipendenze
  • Prostituzione e tratta
  • Prevenzione e giovani
  • Formazione
  • Mediazione sociale e sicurezza urbana

Sistema di Gestione della Qualità UNI EN ISO 9001:2008

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