CASA FELIX: gruppo appartamento per minori
Il centro residenziale può ospitare al massimo 8 ragazzi italiani e stranieri.

CASA FELIX: gruppo appartamento per minori

La comunità Felix è un gruppo appartamento per minori di età compresa tra i 14 e i 18 anni, provenienti dal circuito civile e penale. Il centro residenziale può ospitare al massimo 8 ragazzi italiani e stranieri. 

L’intervento prevede la formulazione di un progetto educativo individualizzato (condiviso con il ragazzo ospite) al fine di trovare una base sicura sulla quale appoggiarsi e fidarsi per poter raggiungere gli obiettivi di sviluppo stabiliti nel progetto stesso.

 

DESTINATARI

Minori non accompagnati italiani e stranieri, minori a rischio di devianza o con problematiche antisociali. Nel caso di provvedimenti penali la struttura può ospitare ragazzi sino a 21 anni di età. I destinatari indiretti sono i familiari dei minori accolti.  

 

MODALITÀ DI FINANZIAMENTO

Retta giornaliera (Comune di Roma, Municipi, Ministero Grazia e Giustizia).

Enti invianti: Servizi sociali dei Comuni, Municipi e Dipartimento della Giustizia Minorile.

 

TERRITORIO DI INTERVENTO

Principalmente l’VIII Municipio del comune di Roma. Possono accedere al servizio minori provenienti da tutto il territorio del Comune di Roma e provincia.

 

OBIETTIVI  

Nel momento in cui il ragazzo inizia a vivere nella comunità è fondamentale sviluppare e condividere con lui il progetto educativo individualizzato con lo scopo di:

§  sviluppare le capacità del ragazzo;

§  puntualizzare gli interventi da attuare e le esperienze da far compiere al minore, al fine di assicurargli le condizioni per un proficuo processo di crescita.

§  specificare gli interventi da attuare, coinvolgere e sostenere il contesto familiare e ambientale in vista di un possibile rientro in famiglia, o supportare e rafforzare le risorse personali del ragazzo al fine di raggiungere un’autonomia, soprattutto nei casi di famiglie assenti (minori stranieri non accompagnati o minori in tutela ai servizi sociali).

§  indicare le prospettive, le fasi e i tempi per il reinserimento del minore nel suo contesto di vita, oppure di definire altre soluzioni in rapporto alla sua condizione;

 

METODOLOGIA DI INTERVENTO

Un contesto comunitario può essere uno strumento per individuare e coltivare le risorse positive dei ragazzi ospiti per facilitare e proporre loro un’identità, un’alternativa che probabilmente non sapevano di avere. Sono importanti i feedback che il ragazzo riceve dal gruppo degli operatori e degli altri ragazzi ospiti. Costruire una buona equipe di lavoro (l’equipe è poietica: conferisce colore all’identità) e lavorare costantemente sul gruppo dei ragazzi è quindi una metodologia efficace da adottare.

Nella pratica educativa all’interno della comunità si è resa necessaria una convergenza di più modelli, parliamo di un modello “multifattoriale” o “complesso”. A grandi linee si possono scorgere due filoni di orientamento che subiscono nel lavoro di équipe un processo di simbiosi e di adattamento reciproco in un modello unico (quello appunto della complessità): questi due filoni di orientamento sono:

modello psicoanalitico

modello sistemico – relazionale.

 

STRUMENTI E ATTIVITÀ

Le prestazioni offerte dal servizio sono in linea con gli obiettivi dello stesso. La scelta della comunità è quella di non avere dei laboratori interni per permettere ai ragazzi di usufruire delle possibilità che offre il territorio, anche in materia di sport e tempo libero.

L’organizzazione delle attività svolte all’interno dei servizi residenziali segue un progetto finalizzato alla più ampia integrazione sociale del minore che comprende anche lo studio e l’inserimento lavorativo.

L’organizzazione delle attività nella struttura è tale da creare le condizioni necessarie per assicurare agli ospiti:

·         pari trattamento per tutti i minori all’interno della struttura, quanto ad accuratezza, professionalità ed umanità, senza distinzione di fede, convinzioni politiche, etnia, sesso.

·         integrazione scolastica. I minori in età prescolare e scolare, per tutte le attività esterne alla struttura ed autorizzate dal responsabile, sono accompagnati dagli operatori o da persone autorizzate dalla struttura; i minori possono avere il consenso dal responsabile ad uscire dalla struttura anche autonomamente, valutate la maturità e le capacità personali.

·         un ambiente di vita che rispetti la cultura di provenienza, permettendo ai minori di personalizzare l’ambiente, compatibilmente allo spazio a disposizione;

·         il coinvolgimento costante delle famiglie nelle attività, per garantire la continuità dei rapporti familiari, nonché la possibilità di frequenti rientri in famiglia, ove ciò sia previsto dal piano personalizzato;

·         la promozione dei legami affettivi vecchi e nuovi;

·         le azioni formative e ricreative, di gruppo ed individuali tendenti a promuovere forme di integrazione sociale anche avvalendosi di strutture formative e ludico-sportive esterne;

·         l’integrazione funzionale ed operativa con gli altri servizi esistenti sul territorio.

 

Il servizio garantisce inoltre il soddisfacimento dei bisogni primari: 

·         alloggio, vitto e assistenza tutelare diurna e notturna;

·         cura nell’igiene personale, nell’igiene dell’abbigliamento e dell’ambiente di vita;

·         interventi finalizzati al trattamento dell’evento problematico o traumatico;

·         interventi volti a favorire lo sviluppo armonico nelle sue componenti fisiche, affettive, emotive, cognitive e sociali;

·         prestazioni in collaborazione con figure professionali specializzate nel caso di esigenze specifiche.

 

RETI E TERRITORIO 

Il lavoro di rete è una metodologia ma è soprattutto un modo di pensare, di lavorare, di occuparsi dei bisogni sociali. La rete è formata dai nodi: persone, famiglia, gruppi; e dai fili: relazioni.

 Il servizio lavora stabilmente in rete con tutti gli attori territoriali che a diverso titolo partecipano al progetto educativo del minore: Servizi sociali territoriali, servizio sociale del Ministero della Giustizia (U.S.S.M.), Tribunale per i minorenni di Roma, Servizio materno infantile Asl Roma2, centri di formazione professionale, scuole medie e superiori del territorio, scuole per l’educazione degli adulti, associazioni territoriali, progetti a favore dell’infanzia e l’adolescenza etc.

Inoltre partecipa attivamente ad alcune reti territoriali e nazionali che coinvolgono le strutture che lavorano con i minori a rischio: Unione delle comunità di Roma e del Lazio, Coordinamento Romano per i minori stranieri non accompagnati, Coordinamento nazionale comunità per minori (C.N.C.M) Coordinamento nazionale comunità d’accoglienza (C.N.C.A)

 

STRUTTURA ORGANIZZATIVA

L’equipe di Casa Famiglia Felix interviene secondo una modalità di lavoro condivisa ed integrata e si avvale delle competenze professionali di psicoterapeuti, psicologi ed educatori professionali. 

È composta da un responsabile, un coordinatore, 5 operatori ed un supervisore.

 

CONTATTI E PROCEDURE PER L’ACCESSO 

Il Servizio si trova in via di Torre Spaccata 157, 00169, Roma. 

Per informazioni sugli ingressi contattare la struttura.

tel 06 2389541

cel 346 3676847

 

email casafelixroma@gmail.com

LE NOSTRE AREE D'INTERVENTO

  • Dipendenze
  • Prostituzione e tratta
  • Prevenzione e giovani

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